lunedì 21 aprile 2008

Feste comandate all year long

Alla festa del papà ho provato pudore e imbarazzo a fagli gli auguri, per il timore di riaprire una profonda ferita.

E la stessa sensazione si ripresenterà alla festa della mamma, tra poco. Con lei è ancora più difficile, perché mi sento in colpa per essere rimasta da sola…per sentirmi in dovere di farle gli auguri per due.

E’ passata Pasqua, veloce come corsa e lenta come uno stillicidio.

Non ricordo la Pasqua dell’anno scorso, non ricordo cosa abbiamo fatto, dove siamo andati, com’ero vestita, come’eri vestito. Non ricordo nulla.

Come non ricordo nulla del Natale: ce ne sono stati ventiquattro tutti uguali e tutti diversi e nessuno che credevo dovessi tatuarmi nella mente per il timore di non ricordare più.

Invece era l’ultimo natale, l’ultima pasqua. E non me li ricordo porca puttana.

Non credo nemmeno di averti fatto gli auguri, perché era così banale ho pensato.

Poi a Pasqua di quest’anno, mentre ero a messa (sì, mi ci hanno trascinata) con mamma e papà ho avuto un flash: io, la mamma e il papà che aspettavamo in garage che tu arrivassi a prenderci con l’Audi.

Ti ho visto.

Ed è stato un regalo bellissimo: un ricordo inaspettato, quando credevo di non averne più. In quel momento ho cominciato a piangere, in quel momento, per me, è stata pasqua 2008.

Questo sarà il ricordo che avrò sempre nelle prossime pasque a venire.

lunedì 14 aprile 2008

C'è un Angelo per me, anzi due

E' come se fosse natale, nell'accezione più larga del termine, ultimamente.

Sto ricevendo i regali che ho sempre aspettato e lungamente meritato, ma stanno arrivando tutti ora, come se fossero stati persi in qualche strano ufficio postale dell'esistenza e solo ora avessero trovato il mio indirizzo.
So per certo di aver lavorato, sudato ed essermi meritata molte, tutte le cose che mi stanno accadendo. Ma il fatto che i premi mi stiano arrivando tutti di colpo mi fa pensare che da qualche parte c'è un angelo che mi pensa, e mette questi regali sul mio cammino.

Poco importa se questa sensazione durerà il tempo della vita di una farfalla, me lo farò bastare. Ma è così bello stare finalmente tranquilli: chiudere gli occhi e non voler stare in nessun'altro posto se non lì.

C'è qualcosa di diverso in me ora che ho queste cose, so che le ho meritate, che ho passato il deserto e ora sto vedendo le palme, ma le palme potevano essere più in là.
Hanno il sapore di un dolce premio, di un regalo, di un pensiero da una persona che ti vuole bene, che ti conosce nei tuoi segreti più intimi e sa cosa regalarti per renderti felice.
Come un amica che ti regala una pochette ricoperta di brillantini perchè sa che impazzisci per le cose che luccicano.
Come una mamma che ti prepara la torta con la farina di mais e il cioccolato quando torni a casa.
Come un angelo che ti regala quello che da sempre cerchi, solo quando l'angelo al tuo fianco non c'è più.

Da qualche parte in cielo c'è un angelo che mi pensa.
:-)

PS. In effetti ne ho due di angeli, e uno è il papà, ovvio.