Sono troppo vecchia per inventarmi un altro sogno.
E' assurdo pensarlo a 24 anni, e sono stufa di sentire dalla gente false parole di ottimismo.
L'unica cosa buona che mi hanno portato queste vacanze è la consapevolezza che neanche a casa ora sono certa che starei meglio.
La mamma e il papà sono due metà, magari controvoglia, ma lo sono. Sono due identità simili, sono entrambi genitori, hanno condiviso tutto in questi 30 anni.
Io li guardo dai miei 4 passi indietro, e vedo che si tengono per braccio, magari non si parlano più, il loro linguaggio è fatto di gesti, di azioni, di sguardi nati e cresciuti con me e con Andrea.
E io vago da sola, sono una pallina in un flipper, incazzata come una iena, me la prendo con tutti a malapena e con nessuno quanto vorrei. Proprio ora che non sono in grado di prendere delle decisioni, soppesate, maturate e riflettute la vita non fa altro che mettermi davanti a delle scelte.
Il lavoro, l'ambiente, la città, la casa, gli amici....
Tutti non fanno altro che chiedermi "quando parti? quando torni a Milano?" sono così stufa di dire non so.
Sono così delusa dalla vita, mi fa schifo la gente.
Gente che crede di saper lavorare e sputa giudizi, gente che non sa nemmeno scrivere e parlare, gente che millanta grandi tradimenti e assolda investigatori per fare carriera, gente che pianta il muso come i bambini, che continua a pisciare nel mio territorio, gente che sta nel mezzo, dentro e fuori, che non sa dare risposte, che crede e non è, che sogna e non salta, gente che parla di ottimismo, gente che fa gli auguri di natale a catena, gente che mi chiede come sto, gente che non sa, non sa niente e la fa facile.
Avrei la possibilità di emergere ora e andare in tv, a fare quello che ho sempre criticato, apparire.
Ho sempre considerato le ragazze che vanno a sculettare sulle reti locali come persone disposte a tutto pur di avere quella briciola di celebrità a livello locale, il proprio red carpet quotidiano. Adesso io sono diventata la persona che ho sempre odiato incontrare, l'indecisa, l'affranta, la confusa, la stronza pure. Anzi, più di prima direi. E visto che io non sono più quella di prima, forse potrei anche fare le cose che prima non avrei mai pensato.
La cosa peggiore è che ci sto pure pensando.
Non ho più un sogno, perchè non riesco più a capire se quelli che avevo li ho realizzati o se non mi interessa più realizzarli. E adesso non so che fare, come si costruisce un altro sogno? Ho passato l'età dei sogni, sono in quella del cinismo, ancora di più visto quello che è successo.
Come si fa ad avere la leggerezza di spirito necessaria per pensare ad un sogno? Lo si può fare solo da bambini, da adulti non è più un sogno, bensì un ripiego.
Ecco cosa cerco, un ripiego.
mercoledì 2 gennaio 2008
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2 commenti:
pensavo di scrivere chissà cosa e l'unica che mi viene in mente è un banale "mi dispiace".
posso soltanto provare a immedesimarmi in quello che stai passando, che poi chissà cosa significa se non immaginare una sensazione sconosciuta.
ti saranno tornati in mente momenti che avevi abbandonato in un angolo,che sembravano insignificanti allora, ma adesso rappresentano la parte di tuo fratello che conserverai per sempre dentro di te, e questo niente potrà mai portartelo via.
magari non vorrai nemmeno condividerli con nessuno perchè riguardano solo te e lui, ma forse è meglio così, e quando sarai sul tram o in ufficio quella lacrima si fermerà sul tuo sorriso
@@Ogni nostro pensiero crea il nostro futuro.
daniele
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