sabato 14 luglio 2007

DA D&G I PIU' BELLI ERAVAMO NOI


La settimana della moda si è conclusa da qualche giorno e io, da brava presenzialista, non sono mancata a quei -pochi- eventi esclusivi ai quali sono stata accreditata. Il più importante certamente è stato la sfilata di D&G, la commercialissima II linea di Dolce & Gabbana: uno spettacolo senza precedenti per la sottoscritta.

Da fashion addict del Medio Friuli con tanta fatica e una dieta iperproteica, sto cercando di inserirmi in quel genere di eventi che potrebbero essermi d'aiuto nella realizzazione delle mie ambizioni professionali, e la sfilata di D&G è sicuramente tra questi.

Come location il Metropol, similteatro milanese votato al culto della celebre coppia fashionista, completamente bagnato d'oro e di lustrini come la migliore (o peggiore) tradizione vuole. All'ingresso, due passaggi: uno per i cosiddetti standing e l'altro per press & buyer. Inutile specificare in quale fila stessi aspettando il mio turno per strappare la mia luccicante invitation card. A questo proposito, va detto che è stata una grandissima soddisfazione vedere la pacchinissima busta contenente l'invito per lo show con il mio nome scritto in bella calligrafia. Mi sono gongolata a pensare che da qualche parte, a Milano, c'è una stagista che ha scritto il mio nome sull'invito e si chiesta chi mai io potessi essere per essere stata accreditata alla sfilata.

C'è poco da dire però: lo spettacolo migliore eravamo noi standing o, come preferisco definirci, i wannabes. Noi siamo quelli che si farebbero anche 40-50 minuti di attesa per una sfilata di quelle che contano per poter dire "io c'ero". Eravamo un tripudio di abitini di H&M e di peep toe da 49,90 €, con collane di plastica dorata che ci facevano sudare il collo mentre gli stilettos sprofondavano nell'asfalto bollente.

Stampa, buyer e celebrities ci scivolavano affianco freschi di doccia e aria climatizzata, vestiti come noi ci vestiremmo solo per andare al discount il sabato pomeriggio.

Ma loro sono,
mentre noi wannabes vogliamo diventare!

L'organizzazione ci teneva particolarmente a dividere la lunga fiumana di gente tra standing al piano soppalcato e tutti gli altri in sala. Una volta lassù, immersi nelle tenebre (ma perchè nessuno ci deve vedere?) noi wannabes eravamo accalcati come teen-ager al Festivalbar. Dopo altri trenta minuti di attesa finalmente il sipario si alza: è la celebrazione dello stile Pete Doherty in versione posh. Specchietti, borchie e metalli applicati ai capi scandivano l'incedere sicuro dei modelli.



Il climax però è stata la loro uscita: i profeti in patria Stefano & Domenico camminavano timidamente sulla passerella dorata qualche metro sotto il mio naso, e io li guardavo come se finalmente mi avessero regalato quella Barbie che sogno da anni, che ho sempre visto solo in tv o sui giornali. Loro per me sono delle facce conosciute, familiari e, finalmente, reali.


Una volta fuori, con le infradito ai piedi e gli stilettos in mano, noi wannabes abbiamo preso la via di casa tronfi della nostra comparsata nel mondo che conta.

Uscendo, complice una fotografa che mi ha fermata per immortalare il mio look, mi sono tanto sentita una modella: la cartina di Milano e la bottiglietta d'acqua in mano e, nella borsa, qualcosa di griffato Dolce & Gabbana....anche se era solo l'invito per la sfilata!